2023

Il Trio Casamia

Grazie al gruppo ibleo, la musica ancella per le immagini esce dalla stanza riservata alla servitù e sale al piano nobile, riconquistando la scena da protagonista


Vincenzo La Monica

Vi assale a volte la nostalgia per gli anni in cui la serie A disputava tutte le sue partite la domenica pomeriggio? Soffrite di fitte all’anima ritornando col pensiero ai film in prima visione, il lunedì sera alle 20.30, su RAI UNO? Provate ancora timide erezioni al ricordo di Edwige Fenech nuda sotto la doccia, vista dal buco della serratura? Non sapete come curarvi i rigurgiti d’infanzia al sapor di cartoni animati giapponesi?
Per queste e altre incrostazioni, contro il ricordo più sporco, c’è Trio Casa Mia!
Trio Casa Mia è un prodotto di ammoniaca musicale super profumato, con swing, alcol, twist, jazz e tutte le fragranze in grado di farvi trascorrere una serata da consumarsi preferibilmente prima che potete. Se non credete a me, potete sempre chiedere a Nek, Sergio Cammariere, Salvo Sottile, Anna Falchi, la tribù di Blob. Insomma a mamma RAI che in più trasmissioni si è coccolata la band che è giunto il momento di presentare: Vincent Migliorisi (banjo e voce), Jascha Parisi (violoncello), Sergio Battaglia (sax).
Vestiti in scena con dei completi ispirati al monoscopio, i tre si definiscono “specializzati in colonne sonore di un certo tipo, sigle e serie tv, stacchetti e jingle anni ’80”.
Ma dietro l’apparente frivolezza si nasconde un’idea genialmente ruffiana: Trio Casa Mia è un juke box di motivetti freschi e frizzantini come le bibite bevute al bar del lido in un’estate del millenovecentotiricordi, ma anche un’arca di Noè che porta in salvo alcuni momenti spensierati e le loro colonne sonore, preservando dall’oblio i loro autori: Fabio Frizzi, Augusto Martelli, Roberto Pregadio (sì, quello della Corrida), Franco Godi (nomen omen), Vince Tempera (nella suo sublime dark side di autore per colonne sonore di cartoni animati) e tutti i dimenticati artigiani del pentagramma che componevano per i B-movie degli anni ’70 e ’80, accompagnando Lino Banfi al suo peggio (che è poi anche il suo meglio), Franco e Ciccio e le loro parodie e gli inossidabili sganassoni di Bud Spencer e Terence Hill.
Grazie al Trio Casa Mia la musica ancella per le immagini esce dalla stanza riservata alla servitù e, suonata dal vivo, con una scanzonata potenza, sale al piano nobile, riconquistando la scena da protagonista. Il trio impasta suoni, fa vibrare il vibrabile e percuote il percuotibile, mentre noi siamo sfidati a resistere dal cantare il celebre scat di Lucio Dalla per Lunedì film (Dudubadubudua!) a liberarci la mente prima di tre giorni dal jazzato che introduceva 90° minuto, a trattenerci dal non accennare un battimano per Capitan Harlock, a non fischiettare il motivetto del Pierino di Alvaro Vitali e persino a non commuoverci quando partiranno le note dell’inno nazionale alla Noia, patria di tanti pomeriggi d’infanzia, quando in attesa di un qualsiasi Ufo Robot subivamo l’incantesimo arpeggiante dell’Intervallo coi suoi ponti, castelli medievali e palazzi prefettizi con tutto un annesso rosario di geografici misteri deliziosi (Gratteri, Apecchio, San Ginesio, Sutri, Sortino, Pozza di Fassa…). Tutti pregano con noi, sulla litania dei nostri tre musicisti catodici.
Insomma non perdetevi, appena potete, le performance del Trio Casa Mia e della loro musica da Oscar. Ovviamente nel senso di Lady.