2023

Tracce di Lorenzo

Lorenzo Vecchiato: la grande passione per la musica del diavolo


Meno Occhipinti

A cavallo degli anni ottanta e novanta del secolo scorso ho vissuto per lavoro a Treviso. Ho conosciuto Lorenzo Vecchiato parecchi anni dopo, nel 2002. La mia compagna dell’epoca, Patrizia, abitava a Treviso e quindi andavo spesso nella città della Marca.
In una di quelle occasioni, insieme a Giulia, la compagna di Lorenzo, oltre che cara amica di Patrizia, siamo andati in un pub per ascoltare un gruppo che suonava blues. Alla chitarra c’era lui.
Dopo il concerto ci eravamo fermati a chiacchierare e con Lorenzo era subito scattata una bella sintonia, forse anche grazie al fatto che entrambi eravamo amanti della musica (era un grande conoscitore della musica del diavolo) e del rugby (da ragazzo aveva giocato nel ruolo di pilone nelle giovanili del Benetton). Io a Ragusa, lui a Treviso, non è che ci si vedesse spesso. Però ci incontravamo tutte le volte in cui andavo a Treviso.
Quando, nel 2003, Lorenzo ha saputo di Operaincerta mi ha chiesto se poteva scrivere di blues. È nata così la rubrica “Tracce di blues”.
Il suo primo articolo è stato pubblicato sul numero di agosto. Questo era l’attacco: “Il blues sarà l'argomento principale di questi periodici incontri all'interno del giornale. Tale argomento è anche il trampolino di lancio per parlare di uomini - e donne - che di questa musica hanno intriso la loro vita, musicisti spesso istintivi e poco ortodossi ma il cui carisma è innegabile”.
Un anno dopo, nell’estate del 2004, avevamo cenato a casa di Giulia e avevamo parlato, come spesso ci accadeva, di viaggi, di rugby, di musica, di Operaincerta. All’apparenza andava tutto bene. Una settimana dopo, improvvisamente, era invece arrivata la notizia di un tumore nel cervello di Lorenzo.
Lo avevano operato e sembrava che l’intervento fosse andato bene, per quanto si trattasse pur sempre di un intervento molto delicato che non poteva non lasciare tracce.
A Lorenzo apparentemente non era andata troppo male: aveva perso un po’ di vista e gli era rimasta qualche difficoltà motoria. Ma un po’ alla volta era più o meno tornato alla vita normale, e a fine 2005 aveva anche ricominciato a lavorare.
A marzo 2006, però, c’era stata una nuova ricaduta. Era stato operato d’urgenza, anche se con la consapevolezza che a quel punto l’intervento sarebbe solo servito ad allungargli la vita di qualche settimana.
Dopo quell’intervento lo avevo sentito al telefono, quando era ancora in ospedale. Giulia mi aveva prevenuto dicendomi che Lorenzo si era chiuso in se stesso e che quando gli amici lo andavano a trovare restava in silenzio a fissare il muro di fronte a lui.
Con me, invece, si era un po’ sciolto. Avevamo parlato del Sei Nazioni, del numero di Opera che stava per uscire. Mi era sembrato che non stesse così male, ma forse si stava sforzando di apparire ottimista riguardo al suo futuro.
Nella notte tra il 2 e il 3 maggio Lorenzo (avrebbe compiuto 42 anni qualche giorno dopo) se n’è andato. Per Operaincerta ha scritto una trentina di articoli, dall’agosto 2003 al febbraio 2006, saltando solo due numeri, nell’estate del 2004, quando era stato operato.
L’anno successivo, d’accordo con la famiglia Vecchiato, e con l’aiuto di Giulia e Patrizia, abbiamo raccolto i suoi articoli e ne abbiamo fatto un libro, Tracce di blues.
Nell’aprile del 2006, sempre a cura di Giulia e Patrizia, è stata pubblicata, per i tipi di Editing Edizioni (Treviso), la raccolta di poesie La vertigine e il male, poesie sottili e potenti scritte da Lorenzo durante i mesi della malattia.
È questo un piccolo ricordo di un caro amico, un uomo intelligente e buono, un musicista che sapeva anche scrivere e che ci ha lasciato troppo presto.